LONELY WOMAN

Crediti

Storie di solitudine a strisce

coreografia e danza: Laura Boato
tromba e flicorno: David Boato
sax tenore e soprano: Michele Polga
fender rhodes e pianoforte: Paolo Corsini
contrabbasso: Rosa Brunello
batteria: Max Chiarella
disegno luci: Luca Ferro
foto di Luca Giabardo

Sinossi

Una performer.

Cinque musicisti.

 Lonely Woman, lo stesso titolo per due composizioni scritte da due giganti del Jazz, Horace Silver e Ornette Coleman, che in modo diverso raccontano la solitudine - il primo dolce e melanconico, quasi a volerne rivelare il lato prezioso e intimista, l’altro drammatico, che mette invece l’accento sulla sofferenza, la ribellione e il “blues”. Una composizione a ‘strisce’, che ricorda il linguaggio dei fumetti – pochi tratti per suggerire storie, immagini, stati emotivi tanto precisi quanto sfuggenti e complessi da definirsi a parole, che si stagliano invece in modo indelebile in spazi e tempi ridotti, di pochi metri e una manciata di minuti ciascuno. Gesto e suono si incontrano, celebrando la ricerca di uno spazio che esce dalla struttura originaria dei brani, sia essa partitura musicale o fisica, e segue le pulsazioni creative, i giochi di colore e gli umori che si intrecciano e si cor-rompono tra loro, dando vita ogni volta a una performance unica e irripetibile, con uno sguardo alla più grande tradizione del jazz e uno all’avanguardia del teatro d’innovazione e della coreografia contemporanea.

 

“Succede che tutti abbiamo una partitura di partenza – il tema melodico per noi musicisti, una partitura fisica per la performer… che in qualche modo ‘sopravvivono’, ma anche si nutrono e fioriscono grazie all’ascolto reciproco tra noi. Questo non soltanto permette una ricerca continua, ma è anche se non soprattutto la chiave che ci permette di esserci sempre, di essere onesti, presenti, autentici in tutto ciò che facciamo, e non semplicemente degli esecutori. Credo sia questo che fa sì che la performance si sollevi e ‘decolli’ oltre noi; credo che la freschezza di ciò che accade sulla scena sia l’ingrediente segreto di questo lavoro. È un contagiarsi reciproco in cui il pubblico diviene a sua volta soggetto attivo, e che lascia in tutti un’eco profonda – la sensazione di aver assistito e partecipato a un atto creativo, la cosa più appagante che conosca.”

(David Boato)

Una produzione
INDACO - Incursioni di Danza e Arte Contemporanea