SEZIONE AUREA

Crediti

Omaggio performativo liberamente ispirato all’opera di Carlo Scarpa

coreografia, drammaturgia, danza e testi di Laura Boato
scene di Luca Giabardo
editing audio di Luca Ferro
musiche di Alva Noto, Ryuichi Sakamoto
voce di Laura Boato
foto di Luca Giabardo

Sinossi

“Sezionare è la giusta vendetta per essere stati illusi. 

Ma sezionare è anche l’inizio di una maturità di vita

che dal passato, dalla grande architettura,

cerca di imparare come costruire una realtà possibile"

G. Pietropoli, Invito al viaggio - Quaderns d’arquitectura i urbanisme n. 158, Luglio – Settembre 1983

 

La sezione aurea o proporzione divina indica nell'ambito delle arti figurative e della matematica il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. Il valore corrispondente è un numero irrazionale e algebrico, le cui proprietà geometriche e matematiche frequentemente si ripropongono in svariati contesti naturali e culturali apparentemente non collegati tra loro. Questo ha nei secoli impressionato l’immaginazione di letterati e artisti, che sono arrivati a riconoscervi un ideale di armonia: sezione aurea è equilibrio perfetto, perfetta proporzione, canone di bellezza assoluta.

La composizione di una pluralità di elementi nello spazio in relazione alla luce è qualcosa che accomuna mestieri per altro assai diversi tra loro, quali sono quelli dell’architetto, del pittore, del fotografo e del coreografo. Che si tratti di volumi o di corpi, la delicata relazione tra di essi è già di per sè portatrice di significato: le costellazioni che si creano tra i pieni e i vuoti comportano un prezioso riverbero di stati ed emozioni che - più o meno consapevolmente - risuona all’interno, e perciò investe le questioni che stanno al centro, al cuore del lavoro. Si tratta di una ricerca incessante, spesso precaria, spesso fallace, dai risvolti maniacali a volte, nella quale, sempre,  il risultato discosta da quanto previsto nel progetto, per quanto accurato e minuzioso. Per questo comporre, creare, costruire, ha sempre a che fare con il nostro limite, e col nostro riuscire a conviverci. 

Sulla scena, nessun colore artificiale: diversi piani asimmetrici e dinamici si sovrappongono, in diversi materiali e con diverse consistenze e trasparenze, illuminati da tagli asimmetrici di luce bianca fissa. 

In un’ambientazione sonora che ammicca alle atmosfere giapponesi, essenziale, sospesa ed estremamante raffinata, unico a vagare nello spazio è il corpo della performer – accorto, preciso, essenziale nel movimento, concreto nel gesto, passa da una forma all’altra, da un luogo all’altro, tutti i sensi all’erta: mai perfettamente sazio, né quieto, esso diviene elemento-simbolo, alla ricerca incessante del giusto equilibrio tra le parti. Tensione costante alla perfezione: meditazione, ascolto profondo del momento presente o sottile tortura?

una produzione
INDACO – Incursioni di Danza e Arte Contemporanea

col prezioso sostegno di:
CITTA’ DI MOGLIANO VENETO - Assessorato alle Politiche Culturali
RETEVENTI - Provincia di Treviso
OPERAESTATE Festival Veneto
REV - Rete Veneta Arti Performative
e con il patrocinio della
Regione del Veneto