MAPPE

Crediti

Strategie di sopravvivenza urbana

performance diffusa a cura di Laura Boato
su musiche originali e dal vivo a cura di Rosa Brunello
testi di Monica Alessi, Gloria Burbello, Rosa Brunello, Orietta Conte, Stefania Corò, Michela Dal Bo, Giovanni Fregonese, Michela Lorenzano, Sofia Maso, Anna Novello, Rosa Paro, Irene Pegoraro, Francesca Perugini, Irene Scattolin, Elena Spessotto, Camilla Stefani, Margherita Tietto
con la preziosa collaborazione di Alessandro Giabardo, Francesco Marino, Jacopo Nabil Toniolo
foto di Luca Giabardo

Sinossi

Tu spalanca la bocca

in un riso di ribellione festosa

Senti il pieno potere della mandibola sul corpo di gioia

Perché non c’è da arrendersi,

solo da rialzarsi.

Si smette di lamentarsi

Si smette di pensare che dovrebbe essere facile

Si smette di pensare che si è stanchi, che fa male, che non funzionerà.

Si trova una base d’appoggio su cui tornare a spingere.

Si trovano altri modi, altri sistemi, altre strade, altri sguardi

Non smettere di studiare

E chiedi aiuto

Chiama la bambina sventata e allegra nascosta dentro di te

Lei verrà.
(Mappa per continuare a sperare, estratto)

 

 

 

Mappe è una performance diffusa, da allestirsi all'interno di uno spazio urbano ampio, solitamente un centro storico cittadino. Essa si articola in un prologo e dieci stazioni dislocate in altrettanti luoghi di interesse storico o artistico. 

All'inizio della performance viene consegnata al pubblico una mappa che illustra i diversi luoghi e i percorsi per raggiungerli; ne nasce una sorta di caccia al tesoro che attraversa luoghi più significativi (o parte di essi) della città che ospita la performance. 

Il titolo gioca però su più livelli di significato: le Mappe cui allude, infatti, non sono solo fisiche, ma anche - se non soprattutto - le strategie mentali o emozionali che ciascuno di noi inconsapevolmente mette in gioco nella vita quotidiana. Ispirate da un brano della poeta Chandra Livia CandianiMappe si compone di immagini che nascono e si nutrono di testi collettivi, mosaici di riflessioni e confessioni frutto di scritti autobiografici di un nutrito campione di persone alle quali è stato chiesto di provare a raccontare cosa accade durante il loro agire in determinate e specifiche situazioni. 

Per questo le dieci stazioni sono dedicate a dieci luoghi/percorsi cittadini significativi che divengono paesaggio per altrettanti esempi di strategie interne, che potremmo definire intime, eppure non private, che raccontano di noi: di come le esperienze ci hanno resi dopo tutto esperti e del nostro coraggioso procedere per tentativi, inciampi, strepitosi successi e fenomenali tracolli, ciascuno elaborando passo passo un proprio vademecum di sopravvivenza. Ad ogni stazione/percorso ne scopriremo una: esse sono state raccolte sotto i nomi di Mappa per iniziare qualcosa che non hai mai fatto prima; Mappa per incontrare; Mappa per andarsene; Mappa per esplorare un luogo sconosciuto; Mappa per collaborare; Mappa per farsi aprire; Mappa per fidarsi; Mappa per perdere la testa; Mappa per resistere, Mappa per perdonare, Mappa per continuare a sperare... e ci portano alla riscoperta di luoghi preziosi, dentro e fuori di noi.


Infine, MAPPE è stato composto in una modalità nuova che gli consente di diventare anche progetto di comunità: esso può infatti accogliere in alcune sue parti un gruppo anche nutrito di performer non professionisti (studenti o cittadini, dai 12 anni in su) residenti nella città che lo ospita. È un lavoro poroso e aperto, che si declina sul territorio che lo accoglie non solo nello scambio con gli spazi e le architetture, ma anche con le persone che lo abitano o finanche lo visitano per la prima volta.

Una produzione:
INDACO - Incursioni di Danza e Arte Contemporanea

in collaborazione con
VOID Treviso